Il Morandi ci ha insegnato che non vi sono più certezze – di Sara Tagliente

Attoniti, sbigottiti, increduli. Da ogni parte della città, per mano o abbracciati, accovacciati, gli occhi umidi. Come stormi di rondini che cercano riparo, senza il conforto di una primavera.
Perché il cuore crudele del Morandi, quel pilone sbriciolato, ha fatto macerie anche nella nostra anima . Si è conficcato al centro, e non va via.
Però.
Però, se non per noi, lo dobbiamo a lui- che il fuscello di un po’ di consolazione, ritorni.
A lui, Samuele. Tra i cuori più piccoli finiti nella tomba del Polcevera. Per i suoi piedini di 8 anni, un attimo prima del nulla, infilati in sandaletti da mare- per lui, troviamo da asciugare queste lacrime. Lui merita quella forza che ti nasce quando tutto è perduto. Troviamola, per lui.
E se non per noi, per Mirko. Per lui. 31 anni e un contratto trimestrale in Amiu: è stato l’ultimo a essere trovato. La sua mamma si è seduta il 14 agosto su una sedia sul fiume e si è alzata solo il 18. Lui, quel mondo del lavoro che ti lascia qualche briciola, e quelle speranze e quella voglia di cambiare il proprio futuro.
Guai se non sarà ora anche un po’ nostra.
Se non per noi, facciamolo per la piccola di via Porro che non parla più dal 14 agosto. Una piccola stella che non poteva contenere tanto dolore. Ecco, lei è viva e tornerà a parlare, appena riuscirà ad elaborare quanto capitato.
Se non per noi, per lei, dobbiamo ricostruire un quartiere, una città, un’Italia e un mondo diverso. Guai a non crearle accanto i presupposti per credere al bene, alla vita, allo scambio, all’amore, alla coscienza.
Guai. Il Morandi ci ha insegnato che non vi sono più certezze.
È nostro dovere, per loro se non per noi, toglierci quel pilastro dal cuore ed edificare un domani nel quale prediligeremo la consonanza con il sogno e la bellezza di essere una vera comunità.
#14agosto2018
#14settembre2018
Sara Tagliente – Direttore responsabile presso Telegenova

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