Colpire i simboli dell’antifascismo è come colpire le persone che vi si riconoscono

 

Anpi Genova: “La lapide del Natale di Sangue di Savona, distrutta dai vandali, sarà ricollocata. E adesso deve partire una grande azione di informazione e sensibilizzazione”

A Savona lo conoscono tutti come il “Natale di sangue”: il 27 dicembre del 1943, al Forte della Madonna degli angeli, sette patrioti antifascisti- Cristoforo Astengo, Renato Vuillermin, Bolognesi Amelio, Francesco Calcagno, Carlo Rebagliati, Arturo Giacosa, Aniello Savarese –

furono condannati a morte senza processo e fucilati. La lapide che ricorda questo tragico evento, rinnovata solo pochi mesi fa, è stata fatta a pezzi nei giorni scorsi da ignoti. Una provocazione, una ignobile offesa a chi ha perso la vita perché tutti – anche coloro che oggi li deridono e li avversano – potessero essere liberi, potessero esprimersi. Un attacco ad una città profondamente antifascista e civile: ieri, in una riunione all’Istituto Storico della Resistenza, si sono riunite le associazioni e le organizzazioni democratiche cittadine e non solo. Questo il comunicato:

La distruzione della lapide che ricorda i sette antifascisti fucilati per rappresaglia il 27 dicembre 1943 nel Forte della Madonna degli Angeli è un episodio di eccezionale gravità, che offende la memoria di chi ha sacrificato la vita per la liberazione dal nazifascismo e per la costruzione di un’Italia democratica.

Chiediamo una ferma condanna del fatto da parte delle Istituzioni, a partire dall’Amministrazione Comunale, perché questo vile gesto non colpisce solo una parte politica, ma tutti i cittadini che si riconoscono nei principi della Costituzione repubblicana e che le Istituzioni sono chiamate a rappresentare e tutelare.

Gli antifascisti savonesi non si lasceranno intimidire da simili provocazioni e si impegnano a ricollocare al più presto la lapide nella sua posizione e ad organizzare una manifestazione antifascista unitaria, per riaffermare l’identità antifascista di Savona, città medaglia d’oro della Resistenza.

La lapide sarà ricomposta e ricollocata al suo posto, gli antifascisti saranno tutti, quel giorno – e Anpi Genova farà la sua parte – a dire che, se si sceglie di colpire i simboli, è come se si colpissero le persone che in quei simboli si riconoscono. Siamo convinti della necessità di una grande azione di informazione e di sensibilizzazione sull’antifascismo, la Resistenza, la Costituzione. E ci impegneremo per farlo, specialmente presso i più giovani.

Dalla testata on line IVG apprendiamo che il Sindaco ha dichiarato: A nome dell’Amministrazione Comunale, condanno fermamente questo gesto inaccettabile e ingiustificabile: non una semplice “bravata” da ragazzi, ma un insulto alla nostra Città e alla sua memoria. Auspichiamo che i responsabili di questo atto vergognoso possano essere identificati in breve tempo e puniti, magari risarcendo di tasca propria i danni arrecati.
Accolgo con piacere l’invito a scoprire la lapide restaurata.

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