Renzo, il Partigiano Bambino

Spiega Massimo Bisca, presidente provinciale dell’ANPI: “Lorenzo Reposo ‘Balilla’ non aveva ancora compiuto quattordici anni, quando decise di allontanarsi da casa per fare il partigiano. Era appena un adolescente, con tutta una vita davanti. Con tutti i suoi sogni. Ma il suo grande sogno era poter vivere in un mondo migliore, dove regnassero la pace, l’amore, l’amicizia. Dove poter lavorare con dignità, senza la paura di essere presi e portati lontano dalla famiglia, dagli affetti, dal proprio paese. Come accadde a suo zio, Giuseppe Traverso, noto come ‘u Pippu du Gazzu’, che venne mandato a Mauthausen, dopo il rastrellamento nelle fabbriche sestresi del 16 giugno 1944. Fu proprio da questo tremendo fatto, che Lorenzo (per tutti Renzo) prese la sua decisione. Venne aggregato alla 4° Brigata ‘Silvio Bonfante’, Distaccamento ‘Italo Cordero’. Dimostrò subito un grande coraggio, tanto da essere soprannominato dai suoi compagni partigiani ‘Balilla’, come l’eroe genovese”.

“Purtroppo – prosegue Bisca – il 31 Luglio 1944 i tedeschi gli tesero un agguato. Ferito gravemente, fu trasportato all’Ospedale di Pieve di Teco, dove venne assistito amorevolmente, sino alla sua morte, da Padre Albino da Taggia”.

Scritto da Ivano Malcotti e liberamente tratto da un racconto di Franco Reposo (fratello secondogenito di Lorenzo), con gli approfondimenti storici a cura di Massimo Bisca

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