“Le autorità impediscano la manifestazione razzista di Forza Nuova a Prato”


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17 Maggio 2019

Lettera del legale e Vice Presidente nazionale dell’ANPI, Emilio Ricci, al Prefetto e al Questore di Prato sulla “passeggiata contro la sostituzione etnica” promossa da Forza Nuova per il 19 maggio a Prato

Ill.mo Sig.

Prefetto di Prato

Ill.mo Sig.

Questore di Prato

e p.c. Egr. Sig.

Sindaco di Prato

Il sottoscritto Avv. Emilio Ricci, Vice Presidente Nazionale della Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, rappresenta quanto segue.

Il 19 maggio 2019 è prevista a Prato una manifestazione organizzata dagli attivisti di Forza Nuova, infatti sulla pagina Facebook del movimento guidato da Roberto Fiore, è apparsa la locandina dell’evento sulla quale spicca l’oggetto principale dell’evento:“Passeggiata contro la sostituzione etnica”.

Solo due mesi fa, il 23 marzo, Forza Nuova aveva indetto una manifestazione per la celebrazione dell’Anniversario dei Fasci di combattimento, per la quale era stata concessa l’autorizzazione a svolgere un ”presidio”, nel cui ambito comunque venivano propagandate idee di stampo neofascista e legate, in particolare, all’odio razziale.

L’autorizzazione della Questura e della Prefettura interveniva nonostante i molteplici appelli da parte della cittadinanza pratese e dell’ANPI.

Come prevedibile, la scorsa manifestazione è stata scenario di una pluralità di condotte apologetiche del fascismo e ha fornito l’occasione per ostentare gli odiosi simboli del regime (svastiche, fasci littori e celtiche). L’ANPI si è sempre opposta e ha sempre denunciato tali manifestazioni.

Le condotte sono gravissime anche in considerazione dell’ attuale momento storico ove l’istigazione all’odio viene facilmente raccolta e tradotta in comportamenti violenti.

Inoltre, manifestazioni come quella prevista per il 19 maggio 2019, destano allarme per la capacità che hanno di promuovere l’intolleranza e la discriminazione verso le minoranze, quotidianamente alimentate da gruppi di estrema destra quali Forza Nuova che strumentalizzano i temi legati al sovranismo, al nazionalismo, alla “difesa del popolo” e della razza. Consentire che un evento come quello previsto per il 19 maggio abbia luogo significa disattendere e violare il dettato della Costituzione.

La XII disposizione di attuazione della Carta vieta la ricostruzione del partito fascista e quindi i valori del fascismo. La gravità e illiceità dell’evento è del tutto evidente.

La legge Scelba e la legge Mancino, infatti, sanzionano in maniera penalmente rilevante l’apologia del fascismo quando apologia vuol dire esaltazione del regime, esaltazione dei principi, delle figure che al fascismo hanno fatto riferimento. L’art. 4 l. 20 giugno 1952, n. 645, infatti, punisce «chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo».

Né si può affermare che vietando la celebrazione si neghino le libertà costituzionalmente tutelate come quella di riunione e di manifestazione del pensiero.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, con una sentenza del 2015, visto l’art. 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, ha espresso il principio per cui taluni diritti si possano anche comprimere nel momento in cui questi non sono conformi a quelli che sono i principi generali dell’ordinamento costituzionale dei vari Paesi. Allo stesso tempo, atteso che gli esponenti e i militanti di Forza Nuova si dichiarano fascisti, uniformandosi in tutto all’ideologia del passato regime, altresì configurabili appaiono gli estremi del reato di apologia di delitto, di cui all’art. 414 comma 3 c.p. La giurisprudenza di legittimità, infatti, ha affermato che l’elemento oggettivo di tale fattispecie «consiste nella rievocazione pubblica di un episodio criminoso diretta e idonea a provocare la violazione delle norme penali» (Cass., sez. I, 17 novembre 1997, Gizzo, in C.e.d. Cass. n. 209140). L’esaltazione delle idee e dei metodi in uso durante il regime fascista è, infatti, certamente interpretabile come apologia dei reati commessi durante il ventennio.

Inoltre, in considerazione dell’evento programmato, si possono profilare altresì gli estremi del reato di cui all’art. 2 d.l. 26 aprile 1993, n. 122 (con riferimento all’art. 3 l. 13 ottobre 1975, n. 654). La norma, infatti, punisce «chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi» che abbiano tra i loro scopi «l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali o etnici».

La fattispecie è integrata direttamente dal pubblicizzato scopo della manifestazione di stampo marcatamente razzista e xenofobo, ideologia che fa storicamente riferimento alle posizioni fasciste di chiaro stampo anticostituzionale.

Si invitano pertanto le Ill.me SS.VV. a impedire che il corteo indetto da Forza Nuova per il 19 maggio 2019 abbia luogo, non concedendo le relative autorizzazioni amministrative.

Roma, 17 maggio 2019

fonte www.anpi.it

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