A.N.P.I. Genova

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E’ un’associazione che riunisce partigiani, deportati e tutti coloro che si sono battuti per la libertà del nostro Paese e da giovani antifascisti, con lo scopo prioritario di intervenire politicamente in difesa della memoria della Resistenza.

L’ANPI ha lo scopo di tutelare la nostra democrazia attraverso la piena applicazione della Costituzione italiana nata dalla Lotta di Liberazione

CONOSCERE IL PASSATO,

PER CAPIRE IL PRESENTE

E

COSTRUIRE IL FUTURO

 

Il 25 aprile è la data fondante della democrazia italiana, un punto di arrivo di una lotta lunga e difficile, cominciata con l’avvento della dittatura fascista in Italia.

La nostra regione,Genova, sono un concentrato delle tragedie, degli atti di valore che ci sono stati.

E’ doveroso ricordare chi scelse una strada difficile, che portò tanti giovani e meno giovani a scegliere e pagare, incontrando spesso torture e anche la morte.

Figli di questa terra, o provenienti da posti tanto lontani anche dal nostro paese, ma rimasti tra i nostri monti e in Liguria.

Attraverso la loro storia, è possibile comprendere che la Resistenza fu un vero movimento di popolo.

Dalle biografie di quei protagonisti, traspare come fosse prima di tutto una scelta resa possibile dallo stretto rapporto esistente tra i lavoratori e le masse popolari.

La partecipazione alla lotta armata, è prima di tutto una scelta ideale e politica, sostenuta e resa possibile dallo stretto rapporto tra i lavoratori delle fabbriche e i quartieri popolari che li sostengono nelle lotte e in diverse occasioni partecipano agli scioperi e alle manifestazioni che dalle fabbriche si riversano in città.

L’intervento dei lavoratori ebbe un ruolo primario nella difesa delle attrezzature industriali e portuali, assumendo un significato politico straordinario e unico.

Non a caso Genova è l’unica città d’Europa dove, un corpo d’armata tedesco, si è arreso al CLN, un organismo unitario dove erano rappresentate tutte le forze che si riconoscevano nei valori che il fascismo aveva violentato, era presieduto da un operaio: Remo Scarpini.

Le persone di allora, di fronte al dramma della guerra, della oppressione fascista e della occupazione nazista, seppero scegliere e non esitarono a mettere in gioco il destino personale per l’interesse della collettività.

Merito della Resistenza è quello di aver aperto finalmente le porte alla politica nel senso della democrazia, con la lotta popolare di ogni giorno, con la partecipazione volontaria della gente di ogni ceto e di ogni sesso,le donne hanno avuto diritto al voto dopo la guerra, ma decine di migliaia imbracciarono le armi per la libertà.

Bisognava imparare dalla guerra ad affrontare la pace e si esprimeva un progetto comune di società, così fecero i partigiani.

Appena finita la guerra gli stessi che avevano conquistato la libertà ebbero idee diverse, ma seppero, pur tra scontri anche aspri, mantenere un rispetto di fondo, lavorando, insieme, per il prodotto più alto della lotta di Liberazione: la Costituzione.

Oltre 60 anni fa i nostri “padri” si unirono in un SI’ convinto ai valori che il fascismo aveva calpestato.

Un SI’ che veniva da posizioni politiche diverse, ma da ideali comuni contro il fascismo e il nazismo, che unì tante persone, legandole nelle sofferenze .

Su quelle sofferenze nacquero le norme e gli articoli , per le libertà individuali e collettive contenuti nella Costituzione.

Un buon lavoro, riuscito bene e non superato dai tempi, che è servito nel dopoguerra contro provocazioni, tentativi reazionari e destabilizzanti, contro il terrorismo, ed è più che attuale anche oggi !

In ognuno di noi ci deve essere la consapevolezza che, lo sviluppo democratico e civile per il nostro Paese, deve partire dal nostre radici, senza la memoria non si costruisce il futuro.

Da qui quindi il nostro impegno a portare avanti gli ideali che erano dei nostri padri.

Non sono passati di moda, oggi più che mai, di fronte alla campagna strumentale che ritiene non più sopportabile il prodotto più alto della Resistenza: il carattere antifascista della nostra.

Oggi occorre un impegno di tutti per difender e la Costituzione dai continui attacchi che Le sono portati.

Vogliono riscrivere i principi e i valori della nostra Repubblica, questo non dobbiamo,non possiamo, non lo vogliamo accettare.

Gli uomini di quella lotta cedono naturalmente al tempo,se ne vanno con i loro ricordi, con i loro errori, anche, con le loro delusioni, non era certo questa l’Italia che volevano.

Uomini che hanno visto cadere molti loro compagni e hanno continuato a combattere con la loro anima di uomini liberi anche nel loro nome.

Ci ricordano che la libertà non ha senso e non è tale se non è la base di un patto condiviso, a partire dal quale vi sono l’orgoglio di appartenenza ad un grande Paese, una tavola di valori cui ancorare le scelte politiche concrete.

Ecco perché continueremo a rinnovare anno dopo anno, insieme alle generazioni successive, il patto scritto con tante privazioni e lutti oltre 60 anni fa.

Solo così costruiremo una democrazia compiuta e potremo sconfiggere ogni volta che sarà necessario i tentativi di scardinare l’unità del nostro Paese, le sue conquiste, il frutto della lotta fondante della democrazia italiana.

Tocca ora a noi portare avanti quei valori e trasmetterli alle generazioni dopo di noi,ai nostri figli.

Valori che non tramonteranno mai:Pace, Libertà, Democrazia, Giustizia .



 

 

 Nella Provincia di Genova, come nel resto d'Italia, ci sono numerose sezioni


Potete contattare quella più vicina al vostro luogo di residenza per avere maggiori informazioni e, perché no,per iscrivervi.

 
 

 

 

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PIEROCAL

Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!! Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta. Quindi quando vi ho detto che questa è una Carta morta: no, non è una Carta morta.

Questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione."

http://www.progettogaia.it/provvisori/costituzione/calamandrei.htm


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