L’aula del consiglio regionale sia intitolata a Sandro Pertini


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Nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896, deceduto il 24 febbraio 1990, presidente della Repubblica Italiana, Medaglia d’Oro al Valor Militare, Alessandro – anzi Sandro, il nome con cui gli italiani lo hanno conosciuto e amato – Pertini fu combattente nella prima guerra mondiale, poi avvocato e militante socialista. Condannato più volte per la sua attività politica antifascista, rifugiato in Francia e nuovamente arrestato, tra il 1929 e il 1943 sconterà anni di carcere e confino. Tornato libero dopo l’armistizio, nell’agosto 1943 entra nel primo Esecutivo del Psi; pochi mesi dopo, catturato dalle SS e condannato a morte, riesce ad evadere dal carcere; a Milano diventa uno dei massimi dirigenti della lotta partigiana, per la quale è insignito di Medaglia d’Oro al V.M.. Dopo la Liberazione Pertini si impegna nel giornalismo e in politica: direttore dell’Avanti! e del quotidiano genovese Il Lavoro, nel 1945 segretario del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e deputato all’Assemblea costituente, nel 1948 senatore, deputato dal 1953 al 1976, vice Presidente e poi Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e nel 1972. Fu eletto Presidente della Repubblica il 9 luglio 1978, con 832 voti su 995, sino al 23 giugno 1985, ricoprendo in seguito l’incarico di senatore a vita.
Signor Presidente della Regione Liguria, signori Consiglieri regionali, nella biografia di Sandro Pertini si ritrova uno dei protagonisti della lotta antifascista e della Resistenza, un uomo fondamentale nella costruzione della Repubblica, di cui sarebbe poi divenuto Presidente e garante dei diritti di tutti gli italiani.
Il coordinamento dell’Anpi della Liguria, che ho l’onore di rappresentare, crede che nel 2020, 75° anniversario della Liberazione e trentennale della scomparsa di Pertini, sia fondamentale ricordarlo non solo a parole, ma anche nella suggestione dei luoghi dove si svolge il lavoro politico e legislativo. Pertini non va celebrato come una memoria del passato ma per la sua coerenza di vita: da detenuto politico, partigiano, costituente, fino a Presidente della Repubblica. Un uomo semplice, che ha sempre portato con sé la fierezza e la semplicità tipicamente liguri; un uomo che sapeva parlare ai cittadini con il linguaggio della verità, mai sacrificata alla ricerca del consenso: per questo è stato tanto amato dagli italiani ed è rimasto nel loro cuore.
La politica ha oggi difficoltà a entrare in sintonia con i cittadini ed è critico il rapporto tra Istituzioni e mondo sociale. Lei, presidente Toti, disse tempo fa che “Recuperare la figura, la storia di Sandro Pertini è un aiuto collettivo a riconciliare il Paese con la politica”: anche noi ne siamo convinti. Per questo, chiediamo di intitolare a Sandro Pertini la sala del Consiglio Regionale della Liguria a Genova: certi che questo nome, apprezzato da tutti, sarà anche garante e ispiratore di leggi e provvedimenti sempre ispirati al dettato costituzionale e alla sua attuazione.
Massimo Bisca
Coordinatore ANPI Liguria

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