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Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
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Michele Campanella (Gino)

Di famiglia antifascista, ancora giovanissimo si pone in netta contrapposizione al regime ed è fermato diverse volte dalla polizia politica. Nel febbraio 1942 è chiamato alle armi e arruolato in Marina. L’8 settembre si trova a Spalato, ma riesce fortunosamente a rientrare a Genova e a riprendere contatto con ambienti antifascisti. Partecipa al recupero e all’occultamento di armi, munizioni e materiale bellico; svolge anche un breve periodo di attività politico-militare clandestina. In seguito, unitamente ad un gruppo di compagni e amici, sale sui monti dell’Appennino ligure ed entra a far parte della formazione partigiana di Cichero. Partecipa a tutte le operazioni della formazione e per le capacità militari dimostrate viene nominato comandante di distaccamento e poi del battaglione che, dal nome del primo caduto, assume la denominazione di Severino. Responsabile del recupero degli aviolanci alleati, accoglie sul monte Aiona la missione alleata americana Walla Ealla dell’Oss, presso la VI Zona operativa. Durante il rastrellamento di agosto è ferito negli scontri presso il lago delle Lame, ma riesce ad eludere l’accerchiamento e a raggiungere il Comando Zona a Brugneto. Nel settembre 1944 il Comando della VI Zona operativa gli affida il compito di formare la volante Severino, un piccolo reparto scelto che dovrà portare la guerriglia a Genova, ampliando gradualmente il suo raggio d’azione dalla periferia al centro cittadino. La formazione da lui comandata si distingue per la rapidità e l’efficacia delle azioni effettuate all’interno del dispositivo nemico e sarà la prima ad entrare a Genova nei giorni dell’insurrezione, partecipando attivamente alla liberazione della città. Tra le molteplici operazioni portate a termine, di particolare significato si segnala l’occupazione delle carceri di Marassi e la liberazione dei prigionieri politici. In quei giorni Campanella viene nominato Capitano ausiliario nel corpo delle guardie di Pubblica sicurezza e, con la sua formazione al completo, è assegnato alle operazioni di polizia. Per la città è un momento particolarmente difficile: sono ancora attivi focolai di resistenza nemica, teppisti e bande di rapinatori. Gino si trova impegnato a fondo, insieme ai propri uomini, per ristabilire l’ordine e la sicurezza, compiti che vengono assolti con fermezza. Nominato ufficiale in servizio permanente nel corpo delle guardie di Pubblica sicurezza, vi percorse i vari gradi fino a quello di generale. Insignito di medaglia d’argento al valor militare, è anche decorato della Bronze Star americana.

Franco Gimelli
Dizionario della Resistenza in Liguria
a cura di Franco Gimelli e Paolo Battifora
De Ferrari Editore