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Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
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Percorso Rosa – Tappa 2

Via Bologna, sotto le scalette di Piazzale Isidoro Pestarino, lapide ai Partigiani Caduti

La lapide ricorda i giovani Partigiani caduti che abitavano nella zona di via Bologna

Bruno Bottino, di Paolo e di Caorsi Colomba, nato a Genova il 26/11/1923 e residente in via Carlo Giordana 8/9 S.A., appartenente dall’8/09/1943 alla 3ª Brigata Magnone 43ª Divisione Autonoma Sergio De Vitis operante nella zona IV Susa-Chisone, caduto in combattimento il 26/06/1944 in Località Sangano frazione di Bruino (Torino).

“Per attaccare il presidio della Polveriera di Sangano. Gli uomini di Sergio De Vitis, concentrati a Piossasco, si muovono poco dopo la mezzanotte del 26 giugno 1944.  Aggirata sotto la pioggia la collina di San Giorgio, la banda si divide in tre squadre, comandate dallo stesso De Vitis, da Luciano Vettore e dal tenente Stefano Maria Nicoletti. All’alba i partigiani sono già appostati a ridosso del camminamento delle sentinelle. Alle sette Sergio ordina l’attacco e dopo un’accesa sparatoria il corpo di guardia si arrende. L’attacco si è concluso in mezz’ora senza nessuna perdita per i partigiani, i tedeschi lasciano diciassette prigionieri (tra cui i quattro feriti), sedici fucili mitragliatori, otto pistole, un autocarro, oltre a numerose casse di munizioni e riserve alimentari.  Il piano, concordato con gli altri comandanti, prevede che la polveriera venga presidiata sino al tramonto, per attirare truppe da Torino ed alleggerire la pressione sugli scioperanti, e poi minata. Sergio De Vitis ordina perciò l’organizzazione di una linea di difesa, con l’appostamento di armi automatiche in direzione dello stradale Giaveno-Orbassano e la dislocazione delle squadre sul costone sovrastante Sangano.  Un gruppo con Pietro Curzel «Vecio» e Carlo Alluminio, nel frattempo, prende in consegna i prigionieri e li porta negli accampamenti del Forno, mentre Giovanni Mariat, alla testa di altri uomini, raccoglie nei depositi della polveriera tutto ciò che può tornare utile. Ai fornelli per il minamento provvede direttamente De Vitis, col tenente Stefano Nicoletti e Luciano Vettore. Dopo una mattinata senza allarmi, trascorsa tra un carico di materiale e l’altro, mentre De Vitis e i suoi procedono al minamento della polveriera, alle 14.00 giunge da Bruino una lunga colonna di autocarri e autoblinde: due o trecento uomini, per la maggior parte tedeschi, scendono dai mezzi e si dispongono ai piedi della collina. Avvertito dell’attacco alla polveriera da un soldato del locale presidio che rientrava da una licenza, il colonnello Von Klass ha fatto affluire le truppe dai comandi di Airasca e Torino.
Il combattimento dura sino al pomeriggio inoltrato. Sparando con tre mitragliatrici piazzate nei punti strategici, gli uomini di De Vitis non si ritirano, per evitare che i tedeschi possano salire troppo presto a Giaveno e prendere gli altri alle spalle, e riescono a bloccare a lungo i tedeschi. Solo verso le 17,00 De Vitis ordina la ritirata verso le Prese di Piossasco.  Mentre il comandante rimane di retroguardia, il grosso della formazione riesce a sganciarsi attraverso la cresta della collina. Quando la pattuglia di De Vitis lascia la polveriera viene intercettata da una pattuglia nemica.  Lo scontro, quasi a corpo a corpo, è furioso: il primo a cadere è Giovanni Impiombato, colpito in fronte; poi Sergio De Vitis, raggiunto da una raffica di mitraglia; quindi, uno dopo l’altro, il tenente Stefano Maria Nicoletti, Mario Bertucci, Massimo De Petris, Giuseppe Vottero, Bruno Bottino, Pantaleone Mongelli.  Teresio Gallo «Tremendo», partigiano di Orbassano, catturato vivo sarà inviato in un campo di concentramento in Germania; i due avieri Giancarlo Bressi e Arrigo Craveìa, che avevano disertato pochi giorni prima dalla base di Airasca, vengono riportati al loro reparto e fucilati; Eugenio Masiero, sfuggito alla cattura ma ferito, cade qualche ora più tardi alle porte di Orbassano.  L’unico a salvarsi è Luciano Vettore, che riesce miracolosamente ad uscire dall’accerchiamento. In pochi minuti la formazione ha perso dodici uomini, tra cui il comandante.” I Luoghi della Memoria-La Resistenza in Val Sangone.

Arturo Bonelli

Arturo Bonelli “Ciclone”, di Antonio e di Debori Giacomina, nato a Genova l’11/12/1924 e residente in via delle Mura di Porta Murata 22, appartenente dall’8//1943 alla 3ª Brigata Garibaldi “Liguria” 3° distaccamento fino all’aprile 1944 (eccidio della Benedicta) operante nell’Ovadese (AL), caduto l’8/04/1944 alla Benedicta per fucilazione in seguito a rastrellamento.

“I sottoscritti Partigiani Rivara, Morasso Giuseppe e Ghiglione Enrico della 3ª Brigata Garibaldi Liguria dalla fotografia sottoposta al loro giudizio dichiarano di riconoscere da questa il Partigiano Bonelli Arturo (Ciclone) dal 3° distaccamento della 3ª Brigata Liguria, caduto ai Piani di Praglia nel rastrellamento avvenuto nei giorni 6-7-8 Aprile 1944 da parte delle truppe Nazifasciste e che la Salma si trova nel cimitero ai Isoverde Comune di Campomorone”.
Letto e Confermato
Rivara Franco – Ghiglione Enrico – Morasso Giuseppe
Genova lì, 9 Agosto 1949

L’anno successivo la salma sarà traslata al cimitero di San Pier D’Arena.

Franco Masia di Pietro e di Conti Giuseppina, nato il 18/07/1928 a San Pier D’Arena e residente in piazza Isidoro Pestarino 1/8, appartenente alla 294ª Brigata Garibaldi S.A.P. “Amedeo Lattanzi” dal 24/04/1945, deceduto il 2/04/1945 all’Ospedale Duchessa di Galliera in seguito a ferite riportate in combattimento.

Riposa al campo dei partigiani nel cimitero monumentale di Staglieno.

Marino Michele di Antonio e di Saltarelli Anna, nato il 24/05/1925 a Vasto (CH) residente in via Bologna 2/5, appartenente alla 294ª Brigata Garibaldi S.A.P. “Amedeo Lattanzi” dal 30/07/1944, caduto il 24/04/1945 in combattimento in piazza Dinegro.

Riposa al campo dei partigiani nel cimitero monumentale di Staglieno.

Domenico Monterosso di Giovanni e di Comperatori Maria, nato il 14/01/1928 a Polistena (RC), residente in via Bologna 2/17, appartenente alla 16ª Brigata “G. Perotti” 6ª Divisione Garibaldi Langhe nella VI zona Monferrato-Langhe dal 10/06/1944, deceduto all’Ospedale San Martino il 27/08/1944 a causa di ferite riportate in un incidente automobilistico il 12/08/1944.

Renzo Tassara

Renzo Tassara “Bazze” di Nicola e di Bruzzone Caterina, nato il 23/03/1945 a Genova residente in piazza Isidoro Pestarino 4/12, appartenente alla 3ª Divisione autonoma Alpi-Fossano “R” (Rinnovamento) Brigata Val Pesio dal 10/02/1944, fucilato il 19/04/1944 sul Turchino previa cattura da parte di reparti Nazifascisti.

Il Comando Gap di Genova decide, per la data del 14 maggio 1944, di colpire il cinema Odeon luogo ad esclusivo uso delle truppe tedesche. L’azione, oltre a minare la tranquillità dei soldati minacciati in un momento di svago, intende costringere i tedeschi a presidiare in forze anche la città, riducendo così la pressione sulle bande di montagna già duramente provate dal rastrellamento della Benedicta. La risposta dell’occupante è durissima: 59 patrioti vengono prelevati dalla IV Sezione del carcere di Marassi, destinata ai detenuti politici. Caricati su camion i detenuti vengono portati in località Fontanafredda, sul Passo del Turchino, dove, il giorno precedente, un gruppo di prigionieri ebrei aveva scavato una larga fossa. Condotti a piedi negli ultimi metri, vengono fatti salire a gruppetti su di un asse posta sul ciglio della fossa e li fucilati. Per alcuni giorni il Comando tedesco nega ai famigliari notizie in merito ai detenuti.

Attilio Enzo Uccelli “Corno” di anni 16 di Filippo e Negri Santina, nato il 06/05/1928 a Genova residente in via Carlo Giordano 2/4, appartenente alla 59ª Brigata Garibaldi di manovra “Caio” (dal soprannome del partigiano Ferdinando Guerci) (Divisione Valnure ante 08.44) dall’1/7/1944 nella Zona XIII PIACENZA, parte destra del Nure poi dall’08.44 nella Val d’Aveto, caduto per fucilazione il 06/12/1944 a Bobbio (PC).

Segnalazione dell’Avv. Lucio CEVA, via Bigli, 21-Milano del 16 settembre 1965

“Il 6 dicembre 1944 reparti della 59° Brigata di Manovra Caio attaccarono il presidio fascista di Bobbio. L’attacco non riuscì perché i fascisti, asserragliati nell’albergo Barone, furono soccorsi da una colonna tedesca proveniente, credo, da Mezzano Scotti. Nel combattimento persero la vita alcuni partigiani (cinque o sei) ed alcuni civili.
Due garibaldini furono catturati e fucilati nella piazza San Francesco. Dall’archivio comunale di Bobbio risulta che uno di essi era di nazionalità russa e che l’altro rispondeva al di “Enzo Attilio UCCELLI di Filippo e Negri Santina nato a Genova il 6 maggio 1928, celibe e residente a Genova in vico Carlo Giordano 2/4 scala A. Sempre dal detto Archivio comunale risulta che la salma dell’uccelli fu “esumata l’8/6/45 per essere trasportata a Genova da Partigiani autorizzati dal loro Comando. Personalmente ricordo la profonda impressione di quanti assistettero di persona all’assassinio di questo garibaldino di soli 16 anni.”

Contributo degli studenti del territorio (scarica e stampa)

1 stele caduti