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Benedicta, i martiri non “persero la vita”, furono uccisi

Anpi: il Comune di Genova sappia parlare di antifascismo

Alla Benedicta 154 persone non “persero la vita”: furono uccise. Non morirono di polmonite, non finirono sotto a un camion i giovani renitenti alla leva rastrellati dai nazifascisti mentre cercavano di unirsi alle formazioni partigiane, ma vennero fucilati e massacrati intorno all’Abbazia, che fu fatta saltare in aria; non fu un caso, fu una voluta strage la fucilazione di 75 partigiani da parte dei Granatieri repubblichini comandati da un ufficiale tedesco.

Ma per il Comune di Genova, città – vogliamo ricordarlo ogni volta – Medaglia d’oro al Valor Militare per la liberazione di Genova compiuta dalle forze del Cln e dai genovesi stessi, l’eccidio della Benedicta, di cui domenica 7 aprile 2024 si è celebrato l’80°anniversario, non ha responsabili: la nota ufficiale del Comune riporta che alla Benedicta “persero la vita 154 persone, ma ci si guarda bene dal nominare il fascismo, alleato del nazismo e protagonista sui territori dei rastrellamenti, delle delazioni, della morte di migliaia di persone che avevano scelto l’antifascismo. Il vero rischio è quello, citato dallo storico Antonio Gibelli [v. infra, NdR], di far alzare la nebbia che tutto confonda, per nascondere le responsabilità di un fascismo il cui ricordo è troppo accarezzato da tanti politici della scena attuale: anche a Genova. Anpi non ci sta, le sue donne e i suoi uomini continueranno a diradarla quella nebbia, con il vento della storia e della memoria che non si nasconde. Quelle sono le radici della nostra repubblica, quelle sono le basi fondanti della Costituzione nata dalla Resistenza e nessuno potrà mai distorcerle o reciderle.

Genova 8 aprile 2024
Anpi Comitato Provinciale

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